giovedì 24 settembre 2015

Parco archeologica: scommessa vinta


Risultati immagini per parco archeologico classe
Una grande partecipazione all’inaugurazione del parco archeologico di Classe ha suggellato l’interesse della città per questa nuova, importante stazione di Ravenna Antica.



venerdì 27 marzo 2015

Ravenna 26 marzo

L'OMC è un evento importante per Ravenna, che però non è vissuto dalla gran parte dei ravennati come come cosa che li interessa. 


Anch'io non mi ero mai reso conto  di cosa fosse quest'evento, e così questa volta ho voluto documentarmi andando a dare una occhiata. 
Ecco alcune immagini della mia rapida visita.

mercoledì 25 marzo 2015

Ravenna, uno splendore visto dall'alto

Ravenna, uno splendore visto dall'alto: IL VIDEO


Ecco il video che Dario e Marco, due ragazzi di Varese, hanno girato sulla nostra splendida città nella settimana che hanno passato in vacanza proprio a Ravenna. Un video che, se mai ce ne fosse ancora bisogno, fa capire come la città bizantina sia una delle più belle città dal punto di vista storico e architettonico d'Italia.


Ravenna dall'alto

venerdì 6 febbraio 2015

DAINI: LE IENE COLPISCONO DURO


Incontrare un gruppo di daini che guadano il fiume  è una bella esperienza, e ai ciclisti che frequentano la pineta di Classe può capitare. A me è capitato. Però ora i daini sono troppi, e il destino di un buon numero di loro si trova. al centro di una aspra disputa.

sabato 9 novembre 2013

RIQUALIFICAZIONE E ARREDO PIAZZA ANTICHE CARCERI

In questi giorni si stanno ultimando i lavori di ripavimentazione della piazzetta delle antiche carceri. 
E la città discute sulla qualità dell'intervento, divisa come sempre fra estimatori e detrattori. 
Ma questo progetto ha radici profonde, ecco quindi qualche informazione che può aiutare a capirlo meglio e a discutere in modo più documentato. A partire dal concorso bandito nel 2005.


martedì 9 luglio 2013

PARLIAMO DI BICI, nel gruppo "Salvaiciclisti Ravenna"


Il gruppo SALVAICICLISTI RAVENNA   è un gruppo aperto che si presenta così: "salvaiciclisti è un movimento popolare e spontaneo indipendente da partiti e associazioni che chiede alla politica interventi mirati per aumentare la sicurezza dei ciclisti sulle strade italiane. Per maggiori informazioni http://www.salvaiciclisti.it/. Su questo gruppo verranno pubblicate tutte le iniziative e gli eventi relativi alla bicicletta a Ravenna."Si riporta una conversazione  tratta dal gruppo "Salvaiciclisti Ravenna" che contiene interessanti spunti di riflessione.


Grazia Beggio Risultano sul serio 90 km di piste ciclabili in Ravenna? o sono conteggiati i marciapiedi da condividere pericolosamente con i pedoni per poi interrompersi nel nulla?


L’Italia dei motori si dà alle due ruote (a pedali).  L’auto crolla, la bici fa il “boom”


www.ilfattoquotidiano.it 
L’Italia dei motori si dà alle due ruote (a pedali). L’auto crolla, la bici fa il “boom”
Per il secondo anno consecutivo la vendita di biciclette nel nostro Paese ha superato quella delle automobili. Colpa soltanto della crisi o c'è un nuovo modo di intendere la mobilità soprattutto urbana? Il caso di Ravenna: una bici per ogni abitante e 90 chilometri di piste ciclabili
In Italia per il secondo anno consecutivo sono state vendute più biciclette che automobili: più di 1 milione e 600mila bici contro 1 milione e 400mila auto, secondo i dati forniti dal ministero dei Trasporti. Un fatto clamoroso, soprattutto perché è la conferma di un trend positivo. Non succedeva da mezzo secolo. Sono cinquant’anni che nel Paese europeo che detiene il record europeo per “densità automobilistica” snobba il mezzo a due ruote e, a cominciare dal boom economico degli Anni ’60, la motorizzazione italiana non mai subito rallentamenti.
Oggi abbiamo 61 macchine ogni cento abitanti, più della ricca Germania che si ferma a 57 e quasi il doppio della Polonia, ultima in classifica con 35. Naturalmente in parte (o in gran parte) è l’effetto della crisi generale che ha fatto drasticamente calare la vendita di automobili. Un disastro per il settore confermato anche dai dati di maggio: solo 136.000 circa immatricolazioni contro le 148.000 dello stesso periodo del 2012, con un calo circa dell’8 per cento, che si aggiunge alle perdite percentuali dei mesi scorsi. Calano le auto, crescono le bici: il sorpasso è avvenuto. Oggi contro le 61 auto si calcola che nelle famiglie italiane ci siano 44 bici: siamo ancora lontani dalla virtuosa, e piatta, Danimarca che denuncia 38 auto contro 98 biciclette. Noi abbiamo Alpi ed Appennini e migliaia di chilometri di salite, che certo non favoriscono la diffusione della bici, ma nelle città, nei trasferimenti casa lavoro e casa scuola, gli italiani che usano il mezzo a due ruote sono sempre di più. Lo rivela l’Osservatorio Audimob dell’”Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti” che ha calcolato un aumento del 400% negli ultimi dieci anni, fino al 2010. 
Si è cominciato a lasciare a casa la macchina per ovviare agli inconvenienti del traffico delle ore di punta e negli ultimi tre anni si è aggiunta la crisi e l’esigenza del risparmio. Una scelta non così difficile quella di lasciare l’auto in garage se pensiamo che gli spostamenti urbani nella maggior parte sono di pochi o pochissimi chilometri soprattutto per quanto riguarda scolari e studenti: quasi il 90% delle famiglie italiane abita a distanze perfettamente percorribili a piedi, o in bici, in un tempo ragionevole da asili e scuole, ma l’abitudine di portare e andare a riprendere i bambini a scuola in macchina è fortemente radicata e muove più di dieci milioni di persone al giorno. Con le conseguenze che conosciamo negli orari di punta nelle città. Se il totale dei ciclisti abituali supera oggi i 7 milioni (e quelli occasionali hanno passato gli 11 milioni) i dati di Legambiente rivelano che si pedala di più al Nordest (nel 2012 sono state vendute oltre 535 mila biciclette tra i quasi 12 milioni di abitanti), meno al Nordovest (con 425 mila bici per  oltre 16 milioni di abitanti), ancora meno al Centro e da ultimo al Sud, ma l’aumento dei ciclisti non ha confini regionali: è comune a tutto il Paese. 

Storicamente la città più “ciclistizzata” è, Ravenna dove si stima che ogni abitante, neonati compresi, abbia la propria bici e dove da anni esiste un collaudato servizio di bike sharing. Città dove andare in bicicletta è un fatto del tutto normale come ad Amsterdam, sono Reggio Emilia, Parma, Ferrara, Padova dove almeno il 30-40% dei cittadini usa la due ruote per gli spostamenti quotidiani. Anche nelle stagioni fredde e anche in caso di maltempo (per ripararsi dalla pioggia in fondo basta uno spolverino), tanto che ci vogliono ordinanze comunali che vietano l’uso della bici in caso di neve. 
Un altro dato interessante è quello dei consumi. Città come Parma e Ferrara superano la media nazionale del possesso di auto, Ravenna addirittura arriva a 66 auto per cento abitanti ma hanno medie di consumo di carburante tra le più basse del Paese. Come dire che non è obbligatorio non comprare l’auto, ma lasciarla in garage quando di può, fa bene. Al portafoglio e anche alla salute. Anche se con la maggior diffusione delle bici aumenta anche il numero di incidenti e sempre ad avere la peggio nel traffico urbano sono i ciclisti. E non tutte le città italiane possono contare sui 90 chilometri di piste ciclabili protette che vanta Ravenna. Un loro incremento inevitabilmente dovrà essere preso nella dovuta considerazione da tutti i sindaci davanti a questa rivoluzione epocale a due ruote.
Alberto Vignuzzi se hai dei dubbi potresti cominciare a misurarle  
Mauro Bertolotto Qualcuno sa dove è disponibile una cartina aggiornata con le piste esistenti (così si verificano le condivisioni) e quelle programmate nei prossimi anni?
Alberto Vignuzzi et voilà http://fiabravenna.jimdo.com/rete-ciclabile/rete-ciclabile-ravenna/ 

Mauro Bertolotto Ottimo grazie! Sto cominciando giusto ora a cercare di capire la struttura e questo mi pare un ottimo inizio.
Alberto Vignuzzi se navighi nel sito indicato trovi anche molto altro
Mauro Bertolotto Grazie ancora...
Roberto Babini Esistono ma gli amministratori commettono il solito "errore". Chiamarle piste ciclabili anche se non portano a nulla. Per conto mio dovremmo iniziare a ragionare per "percorsi". La somma dei moncherini ciclabili non è una rete ciclabile. !
Massimo Trebbi Condivido l'idea dei percorsi da ripensare in modo organico. Credo che ciò valga anche per il centro storico, anche se qui più che canalizzare il traffico delle bici forse si pone più un problema di orientarlo e facilitarlo
Roberto Babini Hai mai fatto caso che, in genere, quando in ambito urbano investono su un percorso ciclabile, in genere conduce al camposanto oppure all'ospedale. Che vogliano dirci qcosa ?
Massimo Trebbi Spero che sia solo un tentativo di aiutare chi frequenta con più continuità questi luoghi, cioè gli anziani... 

Sullo stesso stesso argomento, ecco altri spunti che emergono dalla discussione, sempre un po' più "pepata", nel gruppo RAVENNA CENTRO STORICO:


Carlo Gavanelli Ravenna citata come buon esempio a livello nazionale: 1 bici per abitante (neonati compresi) e 90km di piste ciclabili protette. Fico!

Fabio Miserocchi poi arrivano gli immigrati e le rubano 
Beatrice Minghini Dici 90 Km. di piste ciclabili a Ravenna ? guarda non ci credo neanche se me le elenchi tutte con le misurazioni !!! Io sono di Classe periferia e non ce l'ho !!! Le nuove circonvallazioni non le ha nessuna (es. Viale Europa, Viale Alberti, la strada che dal Villaggio del Fanciullo arriva sotto il cavalcavia di Via Maggiore ... per citartene alcune) e oltretutto Carlo Gavanelli hai provato ad andare al mare in biciclette per Via Trieste ????????? Fico ???? io direi "Sfico" !!!! 
Carlo Gavanelli Beatrice Minghini guarda che le nuove circonvallazioni ce l'hanno la pista ciclabile (vedi zona Comet, e anche Viale Alberti!).
A Classe c'è quella che parte da classe e arriva a ponte nuovo (direi che nelle strade interne di Classe non ce n'è tanto bisogno, si gira tranquillamente).
Certo, si può sempre migliorare, ma a me sembra che siamo messi abbastanza bene (ed evidentemente in rapporto al resto dell'Italia lo siamo)!
Ecco la mappa delle piste!
http://www.turismo.ravenna.it/upload/mappe/mappaciclocomune.pdf 
Alessandro Branca avremmo anche 90 Km di percorsi per bici, ma anche il ponte ciclabile sul Bevano chiuso per incendio da oltre un anno (collega il parco 1 maggio e Lido di Classe) e la ciclabile per Marina che...
Beatrice Minghini Forse ti sbagli Carlo Gavanelli la pista ciclabile di Viale Alberti si interrompe quando iniziano i portici - comodo no !!! - e tutta la circonvallazione Nord non ce l'ha (ripeto quella dal Villaggio Anic che arriva al sottopasso della Faentina) e io a Classe non abito in una strada interna ma sulla Romea Sud ... e fare le piste ciclabili senza protezione e
poi lasciarle andare a malore ...non è tanto da esaltarci !!! ma se tu voi rimanere della tua idea ... 
Gianluca Missiroli ieri sera alle 20.15 giretto in bici in centro non ho sentito una sola persona parlare romagnolo cappannelli di tutte le razze in tutti gli angoli e le piazze.. premetto che non ho nulla contro quelli che vivono e lasciano vivere! 
Beppe Pilotti e tutte le biciclette rubate !!! 
Milena Manini E' un bluff... non hanno ben presente la pista ciclabile di via Faentina-via Maggiore! che pista ciclabile è? 
Silvia Savorelli fichissimo!!!! 
Marina Margò nel canale mulinetto verso il mare ce né parecchia di ciclabile 
Simonetta Scotti si' Marina Margò, pero' arriva solo a punta marina. e basterebbe una bretella di ciclabile di 700 m per collegare anche lido adriano ma.... non se ne parla proprio!!! :(

giovedì 20 giugno 2013

QUALCOSA SULLA BICI

Foto Guido Guerrieri e non ci sono problemi di parcheggio....

Andrea Tagliati Bella ma vera purtroppoMarina Margò la si fa benissimo anche a piedi..è tutto concentrato
Marco Turchetti bella e vera, per fortuna! Daniela Alice Solaini Da romana, posso sostenere che come cartello è applicabile persino nella mia città natale. Se si considera che una città come Ravenna è percorribile agevolmente e in tempi eccellenti persino a piedi, la concorrenza tra auto e bici non dovrebbe essere nemmeno argomento da discutere. Riuscire a invertire la cultura della mobilità è compito di tutti.Daniela Alice Solaini http://www.tuttogreen.it/bikenomics-perche-la-bicicletta-fa-bene-anche-all%E2%80%99economia-locale/Marina Margò grazie Daniela Alice Solaini è proprio così condivido la notizia :) io ho sempre usato , quando abitavo a Punta Marina, quelle che il comune metteva a disposizione per Ravenna

Bikenomics: quando la bicicletta fa bene anche all’economia

È quasi impensabile per gli italiani rendere la bicicletta il mezzo di trasporto più diffuso, un po’ per la fretta quotidiana, un po’ per pigrizia, un po’ per praticità. Tuttavia impegnarsi ardentemente nella causa della bicicletta è una realtà che si potrebbe concretizzare con l’impegno e con un’attenzione particolare ai vantaggi che da essa derivano: vantaggi per l’ambiente, ma anche per l’economia, locale soprattutto.
In città, sostituire ad esempio molti parcheggi per auto con quelli per bici, realizzare piste ciclabili laddove l’auto è regina non solo renderebbe più vivibile il centro abitativo ma aiuterebbe chiunque a stare più in sintonia con l’ambiente circostante senza dover sopportare eccessivamente il traffico: la salute delle famiglie, così come l’umore di ogni singolo cittadino, accoglierebbero positivamente tale cambiamento in modo da impiegare meno soldi nella cura della salute. L’ambiente stesso risulta essere l’indicatore naturale di quanto sia vantaggioso investire nella bicicletta.
FOCUS: bici in Metro Roma e Milano: posso portare la bicicletta in metropolitana?
Ma la bicicletta non offre “solo” vantaggi per quanto riguarda la salute o per la riduzione dell’inquinamento, ma si dimostra essere un canale efficace in termini di contributo all’economia, specie l’economia locale, al punto che in America è stato coniato il termine Bikenomics, da fusione delle parole bike, bicicletta ed economics.
Questo per due ragioni principali: in primo luogo usare più la bici significa risparmiare e aumentare il reddito disponibile per i consumi locali. In secondo luogo, muoversi in bici nel proprio quartiere / città e non usare la macchina per fare acquisti magari a decine di chilometri di distanza, ci costringe a scoprire meglio e privilegiare l’offerta più vicino alla nostra residenza.
 
Last, but not least, l’indotto, anche solo turistico, delle due ruote: si pensi che in uno stato medio-grosso degli USA, il Wisconsin, uno studio (di cui trovate il link al pdf) parla di una bike economy, di un impatto economico, turistico in primis, della bicicletta, che da solo vale 1,5 miliardi su base annua per lo Stato.
Insomma, bicicletta vuole dire più soldi che restano nella comunità: partendo dalle realtà più immediate come il fatto che l’utilizzo della bicicletta per recarsi al lavoro migliora chi la utilizza di conseguenza il datore di lavoro vedrà più profitti o che lasciando l’auto in garage, e girando la città pedalando, i negozi della città risulterebbero essere un’attrattiva maggiore. La comunità, inoltre, vedrebbe destinarsi più soldi dato che i cittadini non si impegnerebbero più grosse somme per la benzina, le assicurazioni e per l’acquisto dell’auto.


Per far sì che questo avvenga è dunque necessario mettere a disposizione i giusti strumenti: il Comune di Milano, ad esempio, propone Bike Mi, cioè un servizio di bike-sharing semplice, comodo e valido ecologicamente parlando. Si tratta di offrire un mezzo di trasporto vero e proprio da alternare a quelli tradizionali come tram e metropolitane, è pratico specialmente perché le postazioni Bike Mi sono collocate nelle zone più strategiche di Milano. Per al massimo due ore è possibile effettuare brevi spostamenti che in pratica permettono ad esempio di partire dalla stazione Cadorna e raggiungere l’università restituendo il mezzo alla postazione più vicina.
Tuttavia, nonostante questi modelli positivi, è fondamentale mantenere costante l’impegno di dar sempre più opportunità agli utilizzatori della bicicletta sia per non farli allontanare da questa realtà sia per far avvicinare ad essa altri consumatori. Dunque il territorio deve essere predisposto a tale scopo attraverso piste ciclabili, segnaletica opportuna,

parcheggi sicuri.. insomma l’obiettivo è promuovere la bicicletta in ogni modo possibile anche per ciò che riguarda il cosiddetto cicloturismo, un fenomeno che si sta affermando sempre più a cui bisogna affiancare strumenti come l’intermodalità, cioè la possibilità di trasportare le due ruote anche sui treni, traghetti, metro, ma anche strutture in grado di ospitare chi con la bici si muove, esemplare l’esperienza dei Bed & Bike tedeschi imitati dagli Albergamici italiani con successo.

A dimostrazione che l’Italia vuole seguire l’esempio di altri Paesi europei, come Germania e Austria – dove una regione come il Tirolo ha confezionato attorno alla bicicletta la propria offerta turistica per quest’anno - non sono solo le iniziative a fiorire ma anche i risultati.
FOTO: un’autostrada per biciclette presto in arrivo in Germania
 


Come quelli ottenuti dalla realizzazione di quattro ciclabili realizzate a favore del cicloturismo dalla provincia di Trento – nella Valsugana, nella Val di Sole, nella Valle dell’Adige, nel Garda Trentino-, le quali hanno apportato una ricaduta economica nel 2009 di ben ottantasei milioni di euro così come rivela una ricerca condotta nel 2010 dall’Osservatorio Provinciale per il Turismo della provincia autonoma di Trento, indagine che è stata presentata proprio lo scorso 16 aprile a Verona durante il convegno Bicicletta e Turismo sostenuta dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta.
Come spiega il Presidente Paolo Fabbri, essa è stata organizzata con lo scopo di illustrare questi vantaggi economici, le iniziative di successo come quelle legate alla provincia di Trento appunto, ma anche quelle relative all’intermodalità, importante esempio il trasposto gratuito della bicicletta sui treni della Liguria per i prossimi quattro anni, e per dare spazio anche ad altri progetti, come quelli inerenti all’editoria dove vengono realizzate apposite cartine dei percorsi cicloturistici.
La bicicletta, dunque, può rappresentare una rivoluzione sia nella realtà del turismo sia per le città. Il percorso è ancora lungo per poter decretare il successo già ottenuto in altri Paesi europei, ma i segnali che sono emersi rappresentano le basi per far sì che la bicicletta possa entrare effettivamente nella familiarità di ogni giorno per migliorare la nostra vita a livello personale e non solo: essa è un vantaggio per le amministrazioni locali che intendono incentivare l’uso della bicicletta perché investire sulla mobilità ciclistica significherebbe un risparmio per le casse pubbliche, proprio come è dimostrato da quei Comuni che fanno delle due ruote un’importante leva economica potendo così di conseguenza migliorare le altre realtà sociali dei propri cittadini.

La prima autostrada per biciclette. 60 km da pedalare nel cuore della Germania


autostrada-biciclette-germania-aNasce in Germania la prima autostrada per biciclette, Radler B-1, che collegherà le città di Dortmund e Duisburg nella regione della Ruhr. La struttura lunga 60 km sorgerà su un percorso parallelo a quello dell’attuale autostrada per automobili A40, e sarà realizzata entro il 2021: consentirà di ridurre notevolmente la grande quantità di traffico che vi si concentra quotidianamente, che costringe gli autoveicoli a procedere molto lentamente per la congestione che vi si genera, tanto da essere stata soprannominata “Autostrada delle lumache”.

AAA IL PROGETTO IN GERMANIAProprio come un’autostrada, la grande pista ciclabile si svilupperà lungo un percorso di circa 60 km, con doppia carreggiata separata per sensi di marcia, contenuta in una larghezza di 5 metri, ed essendo progettata per favorire al massimo la percorribilità da parte dei ciclisti, sarà realizzata interamente in pianura, con superficie asfaltata, senza curve strette o pendenze e senza incroci, con una buona illuminazione che ne consentirà la fruibilità anche durante le ore serali e notturne.

autostrada-biciclette-germania-b

L’alta densità delle persone che risiedono nella zona ha favorito la decisione di realizzare tale struttura: già numerosi Tedeschi si spostano ordinariamente in bicicletta, per evitare le lunghe code generate dal traffico automobilistico, e sicuramente il numero sarà incrementato a seguito dell’ultimazione del progetto: lo assicura Jens Hapke, dirigente dell’azienda che gestisce i trasporti urbani e regionali, la Regionalverband Ruhr.

Inoltre l’autostrada delle bici favorirà una notevole riduzione delle emissioni di CO2 nell’aria, assicurando un nuovo assetto di viabilità e sostenibilità all’intero tratto autostradale.

Inoltre l’autostrada delle bici favorirà una notevole riduzione delle emissioni di CO2 nell’aria, assicurando un nuovo assetto di viabilità e sostenibilità all’intero tratto autostradale.
“Se vogliamo convincere molti automobilisti a passare alle due ruote, dobbiamo offrire collegamenti con alte prestazioni” – afferma l’esperto di mobilità Dortmund Winfried Sagolla - "Ci si aspetta fino a due milioni di utenti potenziali grazie anche alla crescente sensibilità dei Tedeschi alla bicicletta e l’aumento considerevole di biciclette elettriche che aiutano i ciclisti con la pedalata assistita permettendo loro di compiere anche lunghi tragitti in sella".

autostrada-biciclette-germania-c


La Germania, tra i Paesi europei più sensibili all’ambiente ed alla mobilità sostenibile
, si sta muovendo concretamente per realizzare questo progetto, appassionando tutta la lobby delle due ruote, tedesca ed internazionale, generando così ammirazione ed invidia da parte di molti Paesi del mondo.


AAA COSA ACCADE IN ITALIA?La situazione, nel nostro Paese, non è certamente “verde” come in Germania; tuttavia, recenti indagini e report dell'Osservatorio Linear del Gruppo Unipol hanno rilevato che sul territorio nazionale sarebbero presenti ciclisti per un totale di circa 25 milioni di persone. Con l’aumento del numero di biciclette, è necessario ovviamente l’adeguamento delle infrastrutture atte ad ospitarle, a garantirne la sicurezza e l’incolumità.
La prima bici-strada italiana sorgerà in luogo del collegamento della vecchia via ferroviaria tra Bologna e Verona: il primo tratto, tra San Giovanni in Persiceto e Crevalcore è già stata finanziato, però i lavori tardano ad essere avviati; l’accordo prevede la presa in comodato d’uso gratuito dell’area dismessa della Rete Ferrovie Italiane da parte delle Province.

AAA Approfondimento: La ciclovia dell'acquedotto in Puglia
AAA Approfondimento: La ciclovia dell'acquedotto in Puglia
Passo dopo passo, pedalata dopo pedalata
, riusciremo a raggiungere una maggiore sostenibilità e vivibilità, per l’uomo e per l’ambiente? Non possiamo dire quanto ci impiegheremo e che risultati saremo in grado di ottenere: l’importante, per il momento, è mettersi in cammino!  


Franca Talenti 
Tedeschi a Ravenna...
Tedeschi a Ravenna...
Marina Margò UAùùùù Vè Mò
Nicola Grandi Strum truppen!
Adriano Venturi Dai cosi si possono rubare tutte assieme
Italo Boccafogli Mia ezzere ottafa ta testra e defe aspetare zette altri: porca facca!
Anna Bordin Bissi gli italiani avrebbero creato un'istallazione artistica ... i tedeschi sono troppo lineari!
Franca Talenti Italo Boccafogli la tua bicicletten ezzere foraten
Angela Triossi :-)))
Italo Boccafogli Mi dispiace di essere andato ben oltre la decenza essendo la mia bici "foraten".
Italo Boccafogli Ho cancellaten perchè mi fercognafo di mia orripile pestemmia tetesca!
Franca Talenti 20 biciclette parcheggiate in 5 mq.
Anna Maria Casmiro Spero le abbiano chiuse bene! 
Franca Talenti Tutte perfettamente bloccate da un unico cavo d'acciaio! 
Franco Sansovini prendo appunti