venerdì 7 giugno 2013

DARSENA, PROSEGUE IL DIBATTITO

In pochi giorni vengono presentate 3 diverse proposte di riorganizzazione della darsena di città. Oltre al Poc Darsena, una proposta dell'Associazione " Naviga in Darsena" e un progetto di riassetto urbanistico curato dall'ing. Antolini in collaborazione con la società Alpina. Di seguito se ne riportano le notizie, per lo più tratte dalla stampa.
Tante le suggestioni: torri panoramiche, teatro galleggiante, visione della darsena da viale Farini grazie allo spostamento della stazione ferroviaria, nave ristorante e tunnel ferroviario sotto il Candiano... I Ravennati osservano e commentano per lo più con scetticismo. In un momento in cui si fatica a trovare i soldi per realizzare le cose più semplici, come qualche bagno decoroso in centro, o anche più complesse ma necessarie, come un parcheggio pluripiano, questo elenco di proposte così importanti a molti sembra un libro dei sogni.

Certamente i cittadini ravennati non vedrebbero favorevolmente la canalizzazione delle poche risorse disponibili nei prossimi anni su un unico progetto, seppur importante e atteso. Cosa diversa e ben più gradita sarebbe la mobilitazione di risorse di investitori interessati, pubblici o privati che siano. Sembra evidente che l'analisi degli aspetti finanziari è prioritaria e pregiudiziale rispetto a qualunque altra valutazione sulla validità dei progetti.
Comunque è sempre bene essere ottimisti, e il fatto che diversi soggetti si mostrino interessati e si stiano impegnando per formulare proposte è molto positivo.

Intanto, per iniziare, hanno stanno togliendo le grate che separano le banchine dalla pista ciclabile...

Ravenna 24 ore

Ravenna, la nuova Darsena prende vita

Rimosse le grate che separano la banchina dalla pista ciclabile


da "Ravenna 24 ore" del 21 maggio 2013


La nuova Darsena prende vita ed inizia ad avvicinarsi alla città. Sono state tolte infatti nei giorni scorsi le grate che separano la banchina dalla pista ciclabile. “Si tratta di un progetto urbanistico dell’Autorità Portuale finalizzato alla realizzazione di una nuova balaustra – spiega il vicesindaco con delega al Porto Giannantonio Mingozzi. L’idea è quella di creare una struttura di sicurezza in previsione degli eventi che saranno ospitati nel quartiere, oggetto di riqualificazione” .
Resta ancora un punto interrogativo sulla questione dei gradini di cemento e la loro eventuale demolizione. Secondo alcuni infatti, tra cui il Movimento 5 Stelle, con la loro scomparsa verrebbe a mancare una caratteristica importante del quartiere, in grado di garantire la visuale allo specchio d'acqua che verrebbe altrimenti impedita.
Di questo ed altro si parlerà questa sera alle 20, all'Almagià, l'amministrazione comunale presenterà la bozza del Poc Darsena di città, in via Almagià 2. L’incontro pubblico si inserisce all'interno del percorso di partecipazione da parte di cittadini e associazioni nell’ambito del progetto “La Darsena che vorrei”, nato proprio per consentire ai cittadini interessati di compartecipare con le loro proposte.






Ravenna & Dintorni

Due torri panoramiche e parchi
in una darsena che si finanzia da sé?

Presentato finalmente il Poc con il piano di sostenibilità economica


di Federica Angelini

Per dare l’idea della ponderosità e complessità del documento, basti sapere che sono previste diversi riunioni solo con la commissione consiliare per approfondirne i vari aspetti. Del resto, l’assessore Libero Asioli ha fatto risalire l’ideale data di nascita addirittura al 1989, con l’idea di Marmarica. Il documento in questione è ovviamente il Poc Darsena, il Piano operativo comunale che dovrebbe essere approvato entro l’estate e che ora è realtà. È consultabile da giovedì 23 maggio ed è stato presentato alla cittadinanza in un incontro pubblico all’Almagià martedì 21.
Tra le novità che vengono forse chiarite per la prima volta in modo inequivocabile c’è l’idea di sostenibilità economica del progetto. In altre parole, tutti, o gran parte, dei fondi che serviranno a fare le grandi opere comuni (si parla di decine di milioni di euro, forse un’ottantina) dovranno venire da contributi, oneri, valorizzazioni di patrimoni pubblici del quartiere stesso. Costruire in Darsena dunque costerà di più, ma non sarà un quartieri per ricchi perché ci saranno anche progetti Erp e altre sperimentazioni come il cohousing, fortemente incentivate, e soprattutto perché il quartiere sarà “smart”, in grado di offrire l’avanguardia sotto tutti i profili dell’abitabilità.
Il piano ha di fatto accolto e tramutato in norme le linee di indirizzo che erano state esposte la scorsa estate e che, a loro volta, raccoglievano alcune indicazioni frutto del lavoro del percorso di partecipazione “La Darsena che vorrei” e alcune suggestioni collegate alla candidatura di Ravenna 2019.
Il quartiere, grande come il centro storico, si snoda da ovest a est lungo oltre tre chilometri del Candiano, dalla testata (dove ci sarà una piazza, un punto logistico, un parcheggio interrato) fino al ponte mobile. Da sud a nord è invece compreso tra via Montecatini (che cambierà corso) e via Trieste, che sarà però alleggerita dal traffico dalla nuova via di Spina che attraverserà parallelamente il quartiere (passando peraltro attraverso l’ex Sir). E a proposito di strade, tra le novità del quartiere rispetto al resto della città ci sarà il limite dei 30 km orari, non ci saranno parcheggi a raso, sarà privilegiata la mobilità pedonale e ciclabile.
In generale, l’attenzione alla sostenibilità ambientale riguarderà le premialità per chi costruisce in modo poco impattante, per gli edifici che saranno autosufficienti sotto il profilo energetico, per tetti e pareti verdi, per l’idrotermia (sfruttando il canale).
Tre le aree in cui sarà suddiviso il quartiere con altrettante vocazioni. La prima, quella in testa al canale, dedicata al turismo e al commercio dovrà avere al piano terra servizi pubblici o negozi. La seconda, il cuore, sarà più vocata alla cultura con spazi dedicati ad attività anche giovanili e creativi (si parla di un hub culturale).
La terza, la più vicina al ponte mobile, è quella a vocazione più mista dove potranno restare anche attività produttive, purché compatibili con la residenza. Residenza che dovrà essere suddivisa in percentuali di 30-50-30 percento rispetto alle tre suddivisioni.
Gli edifici dovranno concentrarsi sul waterfront, ma lasciare ampie vedute per non coprire il contatto tra il parco che, in destra canale, correrà parallelo al Candiano e dovrà connettersi alla banchina stessa. Il verde dovrà essere un colore dominante grazie a tre sistemi di parchi integrati e connessi tra loro.
Il parco delle arti a destra, che si estenderà come una fascia lunga e stretta per tutto il quartiere. Più raccolto quello in sinistra, che sarà il parco delle archeologie industriali. E poi un sistema di verde sportivo che potrebbe nascere attorno al Tiro a segno. Anche questa struttura peraltro inserita nelle archeologie da salvare, e proprio per i progetti che vanno in questa direzione e privilegiano l’uso pubblico degli spazi sono previste premialità in termini di edificabilità e oneri secondari.
Tra le novità anche due torri panoramiche come “porte del mare”, ossia due grattacieli con uffici e residenziale, da non confondere con quelle previste da Boeri in testa canale (del tutto scomparse). Le nuovi torri dovrebbero sorgere circa a metà del quartiere e affacciarsi dalle due banchine sul canale stesso. Del resto, per lasciare spazio al verde, la nuova darsena dovrà svilupparsi in generale verso l’alto con un limite massimo di 40 metri sul waterfront (e di 22 all’interno). Canale ovviamente da bonificare, così come i terreni su cui si andrà a costruire o ricostruire, anche queste voci che dovrebbero essere coperte con gli oneri pagati dai privati costruttori il cui interesse a investire nell’area è, in questo momento come mai prima, essenziale a dare il la al rilancio.
23 - 05 - 2013

Parole Parole Parole ... Bellissima canzone speriamo nei fatti ...
Andrea Tagliati

Nuova Darsena, dal "teatro galleggiante" alla nave ristorante
Le idee per la riqualificazione

30 Maggio 2013 | Cronaca | Ravenna |
Nuove idee per la Darsena di città. Nel pomeriggio di ieri nella sala convegni della Micoperi si è tenuto un incontro voluto dall’associazione “Naviga in Darsena”, nata per la promozione e la salvaguardia della darsena di città. Il tema dell'incontro era “La Darsena che vogliamo”; hanno introdotto il presidente dell’associazione Paolo Monduzzi e l’esperto di logistica Bernd Beck, che si sono soffermati in particolare sulle condizioni ritenute necessarie per realizzare alcuni interventi da loro studiati in questi ultimi due anni. Le proposte? Si va dal teatro su piattaforma galleggiante al museo del mare, dalla rivisitazione dell’attuale sottopasso della stazione al ristorante in acqua, al riutilizzo delle gru per fini turistici e scientifici, alla nave ristorante, alla valorizzazione del monumento al Marinaio d’Italia dello scultore Giannantonio Bucci da collocare in testa alla darsena.
Sono state inoltre proposte idee per il riuso di capannoni portuali dove realizzare iniziative musicali e gastronomiche per i giovani, l’arrivo di uno yacht service, spazi da dedicare ad asilo-scuola materna in darsena e infine alcune idee per incrementare la mobilità sostenibile. Numerosi gli interventi che sono seguiti, di membri dell’associazione e ospiti: Giovanni Ceccarelli, Aldo Palmisano, Marcello Landi, Giovanni Poggiali, Franco Benini, Simona Scacco, Edoardo Godoli, il consigliere comunale Maurizio Bucci e Valerio Gamba, amministratore delegato di Ducati Energia.
Prima delle conclusioni di Silvio Bartolotti, presidente di Micoperi, che ha illustrato il progetto di risanamento presentato all’Autorità Portuale per le acque del Candiano e che ha chiesto a tutti i presenti idee concrete e stimoli costruttivi, è intervenuto il vicesindaco Giannantonio Mingozzi che ha ringraziato per l’invito: “La volontà dei proprietari privati – ha detto Mingozzi - e la spinta dei vostri progetti per nulla avveniristici sono fattori insostituibili per la nuova darsena di città, senza i quali tutto rischia di rimanere al palo; vi invito però ad esaminare il Poc tematico della darsena perché contiene novità interessanti sia sugli incentivi che sull’organizzazione degli spazi. Si tratta a mio avviso di una base di lavoro alla quale possiamo dedicare un nuovo incontro con i nostri tecnici per esaminare la fattibilità delle vostre idee, che costituiscono un contributo essenziale e moderno”.
PAROLE PAROLE PAROLE...BELLISSIMA CANZONE SPERIAMO NEI FATTI...
Nuova Darsena, dal "teatro galleggiante" alla nave ristorante
Le idee per la riqualificazione

30 Maggio 2013 |  Cronaca | Ravenna |
 Nuove idee per la Darsena di città. Nel pomeriggio di ieri nella sala convegni della Micoperi si è tenuto un incontro voluto dall’associazione “Naviga in Darsena”, nata per la promozione e la salvaguardia della darsena di città. Il tema dell'incontro era “La Darsena che vogliamo”; hanno introdotto il presidente dell’associazione Paolo Monduzzi e l’esperto di logistica Bernd Beck, che si sono soffermati in particolare sulle condizioni ritenute necessarie per realizzare alcuni interventi da loro studiati in questi ultimi due anni. Le proposte? Si va dal teatro su piattaforma galleggiante al museo del mare, dalla rivisitazione dell’attuale sottopasso della stazione al ristorante in acqua, al riutilizzo delle gru per fini turistici e scientifici, alla nave ristorante, alla valorizzazione del monumento al Marinaio d’Italia dello scultore Giannantonio Bucci da collocare in testa alla darsena.
 

Sono state inoltre proposte idee per il riuso di capannoni portuali dove realizzare iniziative musicali e gastronomiche per i giovani, l’arrivo di uno yacht service, spazi da dedicare ad asilo-scuola materna in darsena e infine alcune idee per incrementare la mobilità sostenibile. Numerosi gli interventi che sono seguiti, di membri dell’associazione e ospiti: Giovanni Ceccarelli, Aldo Palmisano, Marcello Landi, Giovanni Poggiali, Franco Benini, Simona Scacco, Edoardo Godoli, il consigliere comunale Maurizio Bucci e Valerio Gamba, amministratore delegato di Ducati Energia.
Prima delle conclusioni di Silvio Bartolotti, presidente di Micoperi, che ha illustrato il progetto di risanamento presentato all’Autorità Portuale per le acque del Candiano e che ha chiesto a tutti i presenti idee concrete e stimoli costruttivi, è intervenuto il vicesindaco Giannantonio Mingozzi che ha ringraziato per l’invito: “La volontà dei proprietari privati – ha detto Mingozzi - e la spinta dei vostri progetti per nulla avveniristici sono fattori insostituibili per la nuova darsena di città, senza i quali tutto rischia di rimanere al palo; vi invito però ad esaminare il Poc tematico della darsena perché contiene novità interessanti sia sugli incentivi che sull’organizzazione degli spazi. Si tratta a mio avviso di una base di lavoro alla quale possiamo dedicare un nuovo incontro con i nostri tecnici per esaminare la fattibilità delle vostre idee, che costituiscono un contributo essenziale e moderno”.


Filippo Donati Campa cavallo 
Stefano Bon ...mah... 
Emanuela Casadio mah il ponte mobile nuovo costato ai cittadini milioni di euro è in realtà immobile. tutto la sapevano benissimo autorità portuale, cmc, etc, ma hanno fatto credere ai cittadini l'opposto: gratuità e mobilità sul candiano... ai posteri l'ardua sentenza.
Susy Morganti è una vita che sento parlarne chi sà ... 
Valerio Cimatti mi risultava che non fosse stato pagato il ponte mobile e l'inpresa a chiuso si sa più nulla del fatto ? 
Filippo Donati Non voglio mancare di non ringraziare, per il non invito a partecipare, l'Associazione Navigare in Darsena. Mi raccomando tenete sempre le porte chiuse a chiave, siamo o no a Ravenna ?!
Emanuela Casadio il ponte mobile nuovo quello costrutito dalla cmc e pagato dalla autorità portuale intendevo questo. costato a noi cittadini,in quanto l'autorità portuale è un ente pubblico, milioni di euro. SIlm ponte mobile (vecchio) ha chiuso per forza, gli operai dopo avere gestito per un due anni la struttura vecchia, grazie all'affitto di azienda stipulato con la proprietà del vecchio ponte, sono rimasti senza lavoro. Negli accordi era prevista,una voltasostituito il pnte, una assunzione da parte di cmc (notizie die giornali),ma all'ultimo nè cmc ne autorità portuale nè comune ha assunto le 15 persone . In questo modo hanno perso tutti il lavoro.
Alessandro Verlicchi Ok tutte belle idee ma i quattrini chi li sgancia?
Gianluca Missiroli abbiamo già avuto una bella prova di gestione il "Marinara" possiamo fidarci a occhi chiusi di certi progetti!
Silvio Piraccini E' per prendere tutti per i fondelli, compreso il comunistone e la piadonna capi, in realtà faranno dei grossi palazzoni e li riempiranno di degrado........ aspettare per credere!
Stefano Bon Ha ragione Filippo Donati mai saper nulla in questa città... sempre dopo quando i soliti si son ritrovati nei loro salotti...
Gianbattista Liazza Ma perchè esiste qualche forma di gestione illuminata e compeetente a Ravenna? Non me ne ero accorto.
Alberto Biliotti Il POC darsena, cosi' chiamato, è un progetto da oltre 100 milioni di euro, di cui quasi il 25% è il costo stimato (sottostimato) per la bonifica dell'area (fondale candiano, suolo e sottosuolo aree ex industriali). Nella migliore delle ipotesi, occorrerano almeno cinque anni per arrivare al completamento della bonifica.
Silvio Piraccini Non faranno le bonifiche. Faranno finta di farle!
Silvio Piraccini E il 25% lo intascherà una società composta da PD-PDL-Mafia-Vaticano-Ndrangheta e Sacra Corona Unita.Artebio Erboristeria Silvio, se ci dici, solo, il 25%, stiamo ancora ....tranquilli!!!

Tunnel ferroviario sul Candiano e spostamento della stazione. 

La proposta sarà presentata sabato al Pala de Andrè


Sabato 8 giugno alle ore 9.45 presso la Sala dei Marmi del Pala De Andrè - Viale Europa 1 - Ravenna si terrà un convegno nel quale verrà esposto il progetto  di assetto urbanistico per la città di ravenna, elaborato da Adriano Antolini, nel quale si prevede la trasformazione urbana della città di Ravenna con spostamento dell'asse ferroviario e della stazione ferroviaria all'esterno della città.

Cosa prevede il progetto
"Il progetto di assetto urbanistico di Adriano Antolini per la città di Ravenna - scrivono gli organizzatori (SIAT s.r.l. Studi e Interventi Ambiente e Territorio) - arriva in un momento storico ideale, in quanto risveglia iniziative pubbliche e private che si trovano oggi addormentate nelle anse della burocrazia, le mette insieme e le rende fattibili dal punto di vista economico-finanziario. Niente di più opportuno per questo momento di crisi e stagnazione del lavoro" .
Adriano Antolini, ravennate, ingegnere, ex Direttore generale della CMC, promotore del progetto Marmarica, sabato mattina presenta al Pala De Andrè una soluzione di attraversamento ferroviario del Candiano con un tunnel di circa 0,8 km di lunghezza: affiancato al tunnel stradale che collegherà la SS 67 alla rotonda dove confluisce la Romea Nord e la Diramazione A14.
Libera quindi la Città dalla  tratta ferroviaria esistente da Viale Europa alla punta Nord del Parco di Teodorico, collega il porto nord con il porto sud attraverso il tunnel del Candiano che diviene appunto un tunnel stradale e ferroviario.
Sposta poi la stazione della ferrovia di circa 800 metri verso il Parco di Teodorico e libera completamente la vista fra Piazza Farini  e la darsena del Candiano con un'incredibile valorizzazione del nuovo spazio che diviene la porta al Mare della Città. Rende inutili i costosi e difficili sottopassi della ferrovia in via Molinetto e presso l'attuale stazione, la Stazione Ferroviaria a Ponte e ne elimina i relativi inconvenienti per il traffico durante i lavori e a lavori ultimati, senza risolvere definitivamente i problemi della Città e del Porto
Per essere certo della realizzabilità tecnica del suo progetto, Antolini ha chiamato l'Alpina di Milano, una delle società di ingegneria infrastrutturale più vivaci anche in questo momento di crisi. L'Alpina progettò la diga di Ridracoli, gli acquedotti per la distribuzione dell'acqua potabile alla Riviera Romagnola ed alle Città di Ravenna, Forlì e Rimini; è stata anche azionista di Alpina Acque del gruppo Romagna Acque, Società delle fonti di Forlì.
L'Alpina ha sviluppato, con ampie verifiche, il progetto di attraversamento del Candiano con tunnel stradale , che è stato approvato in linea tecnica dal Comune di Ravenna il 11/03/2013 ed ha condotto le medesime verifiche per l'affiancamento del tunnel ferroviario.
Antolini analizza documenti ufficiali dai quali emerge che il Comune di Ravenna disponendo di € 70 milioni potrebbe mobilitare oltre € 230 milioni di finanziamenti privati previsti nel project financing per l'attraversamento stradale del Candiano e gli altri firmatari del Protocollo di Intesa, Regione Emilia Romagna, RFI, FS Sistemi Urbani ed Autorità Portuale con € 90 milioni, meno di quanto previsto per le opere indicate nel Protocollo firmato il 24/06/2009 potrebbero mobilitare oltre € 390  milioni di lavori da eseguirsi in cinque anni. Gli anzidetti Enti potrebbero inoltre beneficiare di € 98 milioni derivanti dalla vendita delle aree che si rendono libere lungo i 3000 metri dell'asse ferroviario che scompare.
L'Alpina dichiara che € 390 milioni sono sufficienti per le opere previste nel progetto Antolini.
"Svegliare una tale quantità di risorsa finanziaria che esiste nelle carte firmate, ma che non entra in circolo per varie e differenti incertezze, sembra il vero dovere da svolgere in questo momento di crisi e di attesa di candidatura di Ravenna per la capitale della Cultura Europea 2019 per troncare il lento declino di Ravenna che si protrae ormai da 30 anni.
Nessun'altra città concorrente potrà presentare a tal fine un progetto urbanistico più importante e utile in quanto questo risolve gli annosi problemi della città e del porto, per l'ambiente, per il turismo  e per la vita cittadina".
Commenti (13)
ProRavenna: Magari, Cosi servirà presto un secondo ponte sul canale Candiano
Impressionante: le forze del male che si sono accanite a distruggere questa meraviglia creata da ingegneri nella meta delle anni 50 , ci è voluto un ventennio maledetto per distruggere l'obbiettivo di questa opera nata per fare arrivare il mare a Ravenna attraverso un canale navigabile per trasportare merci e persone fino alla stazione Fs ed a Ravenna .
Con la eccessiva cementificazione nefasta con tanto di palazzi residenziali lungo la prima parte del canale iniziata dalle anni 90 si è determinato la necessità di fare comunicare le due sponde con un ponte mobile e purtroppo ha rappresentato la fine della navigabilità di tale parte e una vera propria condanna .
Il colmo dell'ambizione dei politici di voler fare cose viste altrove senza prendere in considerazione i particolari del porto canale e la spinta degli affaristi che non vedono il momento di concludere gli affare dell'edilizia privata (gli squallidi palazzi residenziali ) spingono a cementificare sempre più in profondità lungo il canale. Ciò provocherà entro pochissimi mesi dopo la realizzazione di questo obbrobrio chiamato la " Darsena città " la necessità di costruire un altro ponte di collegamento con la conseguente soppressione di un'altra fetta del canale alla navigazione .
Congratulazioni ai politici e al PD e e agli altri partiti che seguono questa bravata ai danni di un opera cosi mervegliosa. Chiedo all' opposizione (quella vera ) cortesemente di fare un esposto alla corte dei conti su questo progetto dichiarato con grande arroganza da persone non competenti per affrontare al loro dire : "La darsena città o la darsena che vorrei" in quanto è un palese danneggiamento irreversibile del patrimonio pubblico !!.
Non è per caso che abbiamo presentato un Masterplan completo , l'obbiettivo è quello di impedire l'espansione della cementificazione lungo il canale e l' utilizzare purtroppo quello che hanno già definitivamente danneggiato , Il masterplan è consultabile in : www.proravenna.it .
Diversamente vi è anche il rischio che quella parte danneggiata e quella futura diventino un canale maleodorante ed estremamente inquinato per mancanza di movimento dell'acqua che lo riempie, cosa che rappresenterebbe un altro danno alla città.
La soluzione del masterplan consiste nello sfruttare quest'area ( questo irreversibile danneggiamento ) creando opere utili ossia il porto turistico, il parcheggio sotteraneo della città ed attività istituzionali ed commerciali capaci di portare persone e merce al porto .
Il promotore del ProRavenna
A.Attoui email: info@proRavenna.it
web: www.proravenna.it
06/06/2013 - inviato da: A.Attoui
1) Il bello delle stazioni è che sono in centro, anche nelle metropoli... e noi le vogliamo allontanare. Non è mica un aeroporto.
2) Perché non fare arrivare le navi da crociera più vicine al centro? Meno pullman sulle strade e più turisti che si fermano in città, come a Venezia.
3) Meglio svuotare la darsena, farci un parcheggio sotterraneo e un parco in superficie. Avrebbe due funzioni invece della non funzione che ha adesso.
06/06/2013 - inviato da: giovanni
Mi viene in mente una canzone...
"i sogni son desideri...trallalleralalla...."
Buon sOOOOOOOOOgnOOOOOOOO!!!
gluc
06/06/2013 - inviato da: gluc
Non sono d'accordo con questo progetto. La stazione ferroviaria è utile perché arrivi in centro (Bologna, Firenze, Napoli, ...), se viene spostata fuori dalla città per me diventa un suicidio. Già Ravenna è fuori dalle vie di comunicazione e questo sarebbe il colpo definitivo.
06/06/2013 - inviato da: Alessandro
"Il colmo dell'ambizione dei politici di voler fare cose viste altrove...", ad esempio il fallone immaginato nel Masterplan di Attuoi. Ci sarà una maniera di sistemare le cose senza distruggere tutto o fare grattacieli.
06/06/2013 - inviato da: giovanni
E tutto il traffico smaltito da via Darsena? Pensate davvero di dirottarlo sul ponte immobile? Fa piacere rendersi conto che, chi ha stilato il progetto, di urbanistica non capisce un'acca.
06/06/2013 - inviato da: Gino
Quanti soldi che andrebbero inutilmente sprecati.. Ma usateli per qualcosa che serve veramente!!! Come non quotare giovanni, le stazioni devono stare nel centro città.. è la stazione che si è costruita attorno alla stazione non il contrario!!! Vedere la darsena da piazzale farini poi sarà proprio un bel vedere con quei palazzoni attorno..
06/06/2013 - inviato da: Mirko Bacca
Sarei curioso di sapere come verrà realizzata la stazione ferroviaria, visti i treni della tper che entrano a Ravenna... trattandosi di treni "a carbonella" non potrebbero certamente entrare in una stazione sotterranea, per poi pensare che in stazione a Ravenna quando piove si formano delle vere e proprie piscine nel sottopasso ferroviario, per il nuovo sottopasso ferroviario cosa si richiederà con ordinanza la presenza di salvagenti in auto o l'apposizione sul lunotto del tagliando di perfetto nuotatore?
Poi togliereste la stazione da un area facendola diventare verde per metterla in un area che verde lo è adesso... e in conclusione nella foto si vedono gli sdoppiamenti del palazzi che ora si trovano di fronte alla stazione, francamente erano abbastanza insipidi adesso, figuriamoci quando ne vedremo due.
Ultimo appunto, quando si inizierà a scavare quanti minuti passeranno prima che ci sia la sospensiva di lavori per il ritrovamento di reperti bizantini?
Comunque i fruitori dei giardini Spayer ringraziano per lo sdoppiamento dell'area di spaccio, scusate "area verde".
06/06/2013 - inviato da: gigi
 
Antolini, ottimo progetto, speriamo riesca a procedere. Mi piace molto il mantenimento del tratto finale del canale, senza alcuna copertura, e la zona verde che prende il posto della stazione e che crea un corridoio tra via Diaz e il Candiano. Per non parlare dei vantaggi rispetto a traffico e code ai passaggi a livello... 
06/06/2013 - inviato da: Antonio
Buongiorno, nelle modifiche aggiungere parcheggio e collegamento dei treni Ravenna-Faenza
06/06/2013 - inviato da: RD
 
Condivido pienamente PRORAVENNA, è l'ingegnere che ha fatto il progetto di piazza KEnnedy per caso?
06/06/2013 - inviato da: U.C
 
Cari miei la vera sfida non e' quella di spostare la stazione ma quella di far passare treni che in 30 minuti portino a Bologna e in 60 a Venezia - visto che in macchina se ne impiegano esattamente il doppio. Per il resto sogniamo pure a piacimento.....
06/06/2013 - inviato da: E_S_
Ma avete finito di rovinare Ravenna e zone limitrofe? Bisogna investire pittosto su aziende che producano innovazioni sul energia pulita a impatto 0.

giovedì 23 maggio 2013

24 VIDEOSORVEGLIANZA: PIU' SICUREZZA IN CENTRO?

Angela Vitadello
Vorrei sottoporre la situazione di degrado in cui si trova la zona di piazza Mameli e via Beatrice Alighieri.
Io abito in via B. Alighieri che è diventata zona di spaccio ma soprattutto zona di smistamento droga quotidiano! I cassonetti dell'immondizia situati nel parcheggio della piazza ( di fronte al comando dei vigili) vengono utilizzati come deposito per i pacchetti di droga. Sabato sera, alle 19,30 circa, ad esempio mia figlia si e spaventata perché mentre stava passando davanti alla zona dei cassonetti, quando improvvisamente il bidone si è aperto ed è uscito un ragazzo di origine magrebina,con una pila in bocca ed un pacchetto in mano. Il ragazzo noncurante delle persone che stavano anche parcheggiando e andato al bidone successivo, quello
per la raccolta plastica, ha rovistato un po' ed ha recuperato altro pacchetto e tranquillo e' salito sulla bici parcheggiata accanto al cassonetto e se ne e' andato.
La stessa cosa era successa a me qualche giorno prima. Vi sembra possibile che tutto questa accada in pieno giorno e di fronte al comando dei vigili???????? Ora ogni volta che devo gettare immondizia dovrò bussare al cassonetto per accettarmi che non ci sia nessuno dentro????
Giancarlo Bruni Cosa analoga accade in Via Senio, angolo Via Dismano, dove un nord africano rovista spesso nell'erba vicino ad un palo della luce e se ne va con un sacchettino. Ravenna stà diventando terreno fertile per questo genere di cose, ma forse per il nostro sindaco continua ad essere solamente una percezione!!!!


Stefano Capucci ah ah ah cara Angela sono ormai anni e anni che davanti al Comando di Polizia Municipale succedono le cose piu' turpi dallo spaccio alla prostituzione alle violenze e questi ...non se ne accorgono.!

Franca Talenti Mi auguro che i vigili leggano questo post!

Cristina Bucci Analoga cosa in via cesari, via Codronchi. Una vera processione di giovani, donne con bambini. Che schifo, potessi gli tirerei con la carabina.

Rita Donati in compenso se lasci una macchina pochi secondi in divieto di sosta (so che non si deve fare) le multe arrivano in un nanosecondo

Angela Vitadello Mi auguro pure io che i vigili leggano questo post........anche se non ho molta fiducia!!!!!!

Giordana Peroni pensi non sappiano leggere?????????

Angela Vitadello Ma no Giordana,... sono assolutamente sicura che sappiano leggere benissimo, non ho fiducia che la cosa si possa risolvere .......

Giordana Peroni scherzavo. naturalmente


Susy Morganti Purtroppo ormai è ovunque dobbiamo solo sperare che i nostri figli non cadano mai in quel buco nero , se ti posso assicurare mio figlio ne ha uno in classe che si droga , e nel treno c’è un giro di roba che fa paura .... devo essere solo contenta che mi parla di ciò !! e sperò di fargli capire cosa puo andare incontro .... comunque anche se intervengo le istituzioni loro cambiano posto ..... comunque concordo con

Angela Vitadello Ti capisco anche io ho due figlie, e sono consapevole del fatto che se intervengono le istituzioni, loro cambiano posto, però sono preoccupata perché molte sere le mie figlie rincasano tardi e visto il giro sotto casa non c'è da stare tranquilli, solo per il fatto che possono vedere qualcosa o qualcuno che non devono vedere........

Anna Bordin Bissi ho abitato in via fiume abbandonato da studentessa e sapete bene cosa c'era in quella zona ... certo che cambiano posto se tanati ma è possibile avere prostituzione e spaccio in pieno centro fuori dalle porte dei vigili? Dobbiamo tutti trasferirci in campagna? Io ho un figlio di 2 anni e mi chiedo cosa accadrà quando sarà adolescente se il degrado prosegue di questo passo.

Nicola Grandi Chiamare la polizia please.

Tamara Roncuzzi Nicola Grandi giusto chiamare polizia e carabinieri, ma ci fai ben poco, una denuncia e poi..... fuori con obbligo di firma in questura, poi non ci vanno si spostano e spacciano in un'altra zona!!!!!!

Andrea Tagliati Come ci siamo ridotti male , in ogni zona di
 ....Ravenna la percezione della sicurezza diminuisce ... il degrado aumenta , le buche ci sbalzano dalle bici , le attività chiudono , la gente e' in cassa integrazione , le malattie legate alle problematiche ambientali aumentano ...oasi ...

Antonio Amoroso scusatemi, leggo solo ora, la cosa è stomachevole e traumatica, perchè quella ragazza poteva svenire dallo spavento, addirittura un anziano con problemi  poteva scappargli un infarto. Dopo aver detto tutto questo, posso farmi una risata? ahahahahah! Dai! Uno sketch come quello nemmeno in un film lo si poteva vedere! Quando mai ti esce un magrebino dal bidone con la torcia nella bocca? ahahahah! Anche io ho visto un senegalese fare una cosa simile, in questo caso sono i bagni di piazza Baracca, dal retro fanno un triplo salto dal paracarro al contatore elettrico per arrivare a depositare la loro merce sul tetto......... tutto sotto gli occhi nostri! C'è da ridere o da piangere? :-(

Nicola Grandi @Tamara, sono d'accordo ma NON possiamo rassegnarci e non chiamare l'autorita', abbiamo il dovere civile di provarci e non chiudere gli occhi, segnalando casi (reali) di comportamenti scorretti.

Angela Vitadello Nicola io ho avvisato i carabinieri e mi hanno detto che avrebbero inviato a fare un giro un poliziotto in borghese!!! Ero stata tentata di chiamare i vigili, visto che devono solo uscire dalla porta.....ma dopo l' ultima volta che li ho chiamati questo inverno perché sul marciapiede c'era una persona stesa ed io non sapevo se stava male o se dormiva ecc... Visto che non rispondeva ho chiamato i vigili dicendo loro la situazione, per me poteva anche essere morto, erano sotto zero, beh per farla breve ci sono voluti 15/20 minuti prima che arrivassero in tre con l'auto, ma considerando che non conosco il protocollo, ma non bastava uscire a piedi per fare due metri?????

Antonio Amoroso Mi pare fosse il martedi della settimana santa che verso le 23,00 in via di Roma stavano rianimando un ragazzo di colore appoggiato ad una colonna portico ex UPIM.

Angela Vitadello No Antonio, e' stato in gennaio ed era uno straniero un po' sbronzò che si era straiato a dormire in via B. Alighieri di fianco al NH hotel

Papà Panda chiamare il 118 no ???

Antonio Amoroso Si Angela, mi ricordo anche quello, sono due casi diversi, quello che dici tu doveva essere sulle 21,00 se era di martedì..... praticamente tutti i martedi o quasi tutti passo da stazione piazza mameli per andare in via paolo costa ecc. , non manca mai una volta tra andata e ritorno che ci sia almeno un episodio strano in zona stazione-via roma-

Antonio Amoroso in tutte e due i casi l'ambulanza del 118 era già presente ed operativa.

Antonio Amoroso mi è capitato di vedere anche una rissa, degli arresti, un linciaggio, feriti vari, spacciatori, io li vedo passando in auto con bimbo e moglie.... non sarò mica l'unico! Alcune delle mie testimonianze sono state riportate anche su questo gruppo, addirittura l'esplosione di una tubatura di acqua in via Cesarea altezza ex Billa già ex Standa. Che i martedì sera siano portasfortuna?

Papà Panda Tornando al discorso del post la domanda che mi sono sempre posto è : MA TUTTE QUELLE TELECAMERE DI SORVEGLIANZA CHE SONO STATE POSTE IN GIRO PER LA CITTÀ NEI PUNTI STRATEGICI AD ALTA PERICOLOSITÀ ( per citare un termine tecnico ) A CHE COSA SERVONO ???? No perchè continuano a spacciare in maniera spudorata nei giardini SPAYER e lì si che ci sono telecamere di
videosorveglianza ma nessuno fa nulla !!!!! linciaggio ???

Giordana Peroni ma le telecamere...sono attive???????

Papà Panda certo che sono attive !!!!! per questo motivo che non capisco l'utilità ???

Papà Panda RomagnaOggi.it - Il quotidiano on-line della Romagna » Cronaca
Ravenna: videosorveglianza in città, approvato il regolamento
RAVENNA: VIDEOSORVEGLIANZA IN CITTÀ, APPROVATO IL REGOLAMENTO
 10/02/2010 RAVENNA -
 
L'assessore alla sicurezza Gianluca Dradi ha illustrato lunedì sera al consiglio comunale il regolamento per la videosorveglianza che viene attivata dalla Polizia municipale attraverso un sistema di telecamere a tutela della sicurezza. Il regolamento disciplina il trattamento dei dati in relazione alla normativa nazionale sulla privacy prevedendo una figura responsabile, il comandante, la visibilità delle telecamere e il corretto uso delle informazioni visive ottenute.
"Lo scopo del regolamento infatti - ha spiegato Dradi - è quello di bilanciare e contemperare le finalità volte alla sicurezza della comunità con la garanzia il trattamento corretto dei dati personali dei cittadini".
Al dibattito sono intervenuti:
Marco Bertozzi di FI-Pdl esprimendo un giudizio positivo ha chiesto che venga presentata e ufficializzata anche la piantina con la collocazione delle telecamere sul territorio.
Valentina Morigi del Movimento per la sinistra "Nonostante il nostro generale dissenso sull'utilizzo di tali strumenti, il nostro stasera sarà un voto favorevole perché il regolamento è volto a tutelare il diritto del cittadino di essere a conoscenza delle modalità con le quali vengono utilizzati i propri dati personali".
Per Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, "le telecamere aiutano solo se sono abbinate ad un pronto ed immediato intervento delle pattuglie sul posto, qualora si verifichino fatti che turbano l'ordine pubblico. L'utilizzo di questi strumenti deve essere dedicato al monitoraggio come misura di prevenzione e per migliorare l'efficacia delle operazioni delle forze dell'ordine, così come avviene in altre città".
Alberto Fussi del Pri: "La videosorveglianza deve essere tenuta in massima considerazione nel contesto di tutte le varie possibilità di intervento (nuovo e/o tenologico) per la tutela dell'incolumità delle persone ed il monitoraggio dell'ordine pubblico senza sostituire le forze di pubblica sicurezza ma supportandone l'operato. Ritengo quindi si debba senz'altro incentivare e modernizzare i punti di osservazione e di rilevamento per affiancare e potenziare sempre più l'attività di controllo e repressione dei fatti illeciti. Indubbiamente la sola presenza di questi impianti di rilevamento oltre ad essere un deterrente per i malintenzionati potrà rassicurare i cittadini e determinare un maggior grado di sicurezza nelle zone monitorare. Non sono d'accordo con altri colleghi sul fatto che tali apparati non sempre sono utili a prevenire episodi illeciti e per rafforzare questa convinzione tutti i fatti di cronaca che in buona percentuale vengono risolti proprio da queste installazioni di videosorveglianza quindi nessuna perplessità e voto favorevole".

Riccardo Pasini di Ulivo-Pd: "E' indiscutibile che il controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine debba essere attuato nelle ventiquattro ore. Comunque questo regolamento di videosorveglianza che andiamo ad approvare è necessario ed è uno strumento utile di prevenzione per la sicurezza del cittadino e per il controllo del territorio. Questa è anche una dichiarazione di voto favorevole del gruppo Ulivo-PD".
Gianfranco Spadoni "per Ravenna": " La telecamera è uno strumento certamente molto utile per controllare i punti critici del territorio, anche se lo spirito non deve essere quello di trasformare Ravenna in una "città assediata," o poliziesca, né tantomeno può essere messo in discussione o compromesso uno dei diritti principali della persona, vale a dire il diritto alla libertà e alla privacy. Tutti sono consapevoli che tale strumento di videosorveglianza ha una funzione basilare di deterrente e, soprattutto in alcuni punti critici - dalle scuole, ai sottopassi, ai parchi e alle zone più a rischio - può contribuire a fornire risposte importanti. Tale sistema, tuttavia, non è sufficiente sul piano della prevenzione e della sicurezza totale dei cittadini; vi sono, infatti, altri fattori, oltre all'ordine pubblico, che richiedono interventi per contribuire concretamente a raggiungere l'obiettivo. Vale a dire la corretta illuminazione dei luoghi pubblici, la qualità urbana, il recupero degli edifici degradati e lasciati in stato d' abbandono, alcune zone della città completamente dimenticate e lasciate a sé stesse, politiche più incisive tese a promuovere l'integrazione e la convivenza civile nel rispetto delle regole e della cultura della legalità. In un'ottica di prevenzione, dunque, vanno utilizzate ed intensificate le risorse tecnologiche come le telecamere, ma allo stesso tempo devono altresì essere valorizzate appieno le risorse umane, a cominciare dal ruolo della Polizia municipale attraverso azioni di presidio e di controllo del territorio, sino ad arrivare, ove necessario, a misure repressive. In ogni modo, il rispetto della libertà dei cittadini e della privacy è al primo posto e non può essere messo in discussione".

Papà Panda http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/2012/11/15/802691-degrado-telecamere-sicurezza.shtml io ora mi chiedo se la videosorveglianza c'è ed è funzionante perchè continua ad esserci questo schifo !!!!! Non è ora di accantonare questo perbenismo e buonismo assurdo e deleterio e iniziare a far prevalere la legalità ????!!!!!

Giordana Peroni o..qualcuno non fa il suo lavoro??????????????

Anna Bordin Bissi ecco, forse questo ...

Michaela Caletti Vedo dai vostri commenti che il degrado e' in aumento anche in ravenna città e non solo a lido adriano...che vergogna....

Paolo Randi ma cosa dite!!! gli amministratori locali ci dicono che a Ravenna è tutto tranquillo!! i casi sono due 1) che chi si lamenta viva in altra città del nord europa 2) oppure che siano gli  amministratori locali ad essersi trasferti là. io propendo per la 2.

Antonio Amoroso è che i delinquenti sono molto scaltri, guardate ad esempio come funziona la nostra società, i bimbi allma ci e elementari non hanno esami e saranno spesso tutti promossi salvo casi eccezionali, tutti bravi.... se gli studenti non devono far più esami, perchè chi delinque deve essere perseguitato? C'è qualche cosa che non funziona, ci sono persone che non vanno a lavorare per settimane a causa di un graffietto, mentre ci sono lavoratori che per un giorno di malattia sono perseguitati come dei ladri furbi. Tutto il resto è l'aria di provincia di questa città: chi ha troppa puzza sotto il naso non sente la semplicità del buon governo. Non condanno nessuno, della serie, anarchia.......

Papà Panda ?????????

Tamara Roncuzzi Ops mi sono persa dei passaggi ma non capisco Antonio Amoroso, scusa cosa intendi per città con puzza sotto il naso che non condanna nessuno?????? Le leggi sono Nazionali e riguardano tutta Italia!!!

Antonio Amoroso Si ci sono degli errori anche di battitura, ma credo che viviamo in un momento di anarchia, ci sono persone che vengono punite per una sciocchezza, con la mia gamba rotta mi dovetti recare con taxi e stampelle all'inps e durante l'attesa ho visto di tutto. 
Poi c'è delinquenza un po' ovunque e sembra che chi viene arrestato esce subito, tranquilli di uscire. I vigili urbani , non voglio infierire, perché negli ultimi anni mi
sembrano migliorati, ma non ho mai visto nessuno di loro fermare un'auto per multarla per non aver rispettato la precedenza. Infatti questo stile di vita anarchico si sta producendo ovunque tanto che chi circola per strada fa ciò che vuole. Nonostante tutto questo, la città seppur ingrandita rimane una città di provincia, i problemi ci sono, quando un cittadino ravennate si lamenta rischia di esser tassato come pessimista che non si rende conto che nelle metropoli la situazione é peggiore di quella di ravenna , come se una minore delinquenza fosse giustificata benignamente visto che si tratta di casi sporadici, poi però chi sta a casa dal lavoro un giorno rischia di perdere lavoro....... Non é il mio caso, ma voglio dire che non tutto funziona bene, io non sono una persona che gradisce sanzionare e punire, ma mi piacerebbe vedere applicare del buon senso nell'amministrazione delle cose.

Ma forse hai ragione tu Tamara, io non mi rivolgo ai casi ravennati, penso all'Italia che ormai é governata a fette per compromessi politici. Si, non é anarchia? Come si muovono i politici? Chi dirige le banche ha una influenza sulla politica? Vedere tanti disagiati, mi fa pensare solo che c'è qualche cosa che non va bene se poi vedo che ci sono milioni di euro spesi per stipendi esagerati a favore di dipendenti pubblici, non credo che debba essere esplicito per capire da dove parte la puzza.

Papà Panda Ma che cosa centra questo con la videosorveglianza ???

Antonio Amoroso Cosa c'entra la videosorveglianza?

Papà Panda Vabbè buona notte suonatori !!!!!!!

Antonio Amoroso Panda, ti rispondo nello stesso modo tuo!

Papà Panda ma no scusa il discorso era sulle telecamere messe in giro per la città, cose centra quello che scrivi ????? 
 Scusami ma non capisco !! 
 Poi fai te rispondimi come ti pare contento te contenti tutti. 
 Penso che riuscirò a dormire comunque questa notte.

Antonio Amoroso Pochi mesi fa parlai di videosorveglianza su questo gruppo in risposta ad il fatto che Andrea Tagliati si ritrovava spesso la vetrina bagnata di pipì o peggio.... Però il post non comincia dalla videosorveglianza, il post parla di delinquenza in piazza Mameli e via Alighieri. Poi spesso le discussioni si spostano su altri argomenti, scusatemi se i miei commenti non risultano comprensivi. 
 In quella discussione sulle vetrine di Tagliati, non sembravano i commenti favorevoli alla video sorveglianza, per cui inutile continuare.......

Papà Panda ma no il fatto è che la videosorveglianza c'è !!!! è in funzione MA NESSUNO FA NIENTE !!!!!!

LE TELECAMERE SONO COLLEGATE E FUNZIONANTI !!!! PERCHÈ NESSUNO FA NULLA ????

CREDIMI SONO FUNZIONANTI 24H SU 24H IN QUELLE ZONE AD ALTO RISCHIO

Antonio Amoroso Su questo Panda, ti comprendo al 100%, per questo parlo di ANARCHIA!  
Papà Panda forse la video sorveglianza era meglio metterla in un altro ente anzi che dalla municipale ?

Antonio Amoroso Quando parlavo della scuola, facevo dei paragoni........

Papà Panda Non ho mai visto un vigile urbano arrestare un magrebino per spaccio !!!!!! allora mi domando la sicurezza dell' ordine pubblico non era meglio affidarla alla Polizia oppure ai Carabinieri ???

Antonio Amoroso Credo che ci siano dei meccanismi che non conosciamo......

Papà Panda mi viene in dubbio che ci sia la volontà di non fare nulla e di buttare fumo negli occhi ai contribuenti e alla GENTE ONESTA!

Antonio Amoroso Posso fare solo ipotesi, ma l'ipotesi finale me la danno gli extracomunitari stessi, quelli dei parcheggi....

Papà Panda No credimi i meccanismi si conoscono benissimo !!!!! io direi più che meccanismi questa è POLITICA SPORCA !!!!!

Antonio Amoroso É questa non é anarchia?

Papà Panda ALTRO ARGOMENTO CHE MI FA ANDARE FUORI DI TESTA !!!!! 
 NO È POLITICA SPORCA

Antonio Amoroso Io lavoratore per un giorno di malattia sono sospettato di alto tradimento allo stato mentre poi ci sono persone come te che giustamente denunciano queste cose.

Papà Panda perchè a RAvenna deve andare tutto bene PUNTO E BASTA !!!! Altrimenti questi sindaci SCHERIFFI CHE FIGURA CI FAREBBERO ??????

Antonio Amoroso Vedi, quelli che vanno in prigione escono subito, ormai lo sanno anche i bambini ed i.....

Papà Panda in questa città ci si preoccupa del dormitorio di via torre E TUTTI SANNO CHI CI VA A DORMIRE però nessuno si preoccupa che ci sono orde di tunisini che spacciano davanti le scuole e che ogni notte ci massacrano con furti in appartamento !!!! poi se uno dice le cose come stanno gli si punta il dito come RAZZISTA !!!!! per tale motivo la gente ha paura di dire le cose come stanno perchè ci sono i soliti progressisti buonisti del piffero che poi ti indicano come razzista E CON QUESTO HO DETTO TUTTO.

Antonio Amoroso Nel momento in cui coprirò una carica pubblica una delle prime cose che farò sarà quello di andare a chiedere nei vari uffici di polizia quali reati ci sono in città e quali sono le problematiche, ma visto che sono un cittadino come tutti, aspetto che questo lo faccia chi ha il dovere di farlo. La politica deve partire dai problemi dei cittadini e cittadini sono tutti quelli che ci abitano, delinquenti compresi, si tratta solo di capire poi come intervenire.

mercoledì 22 maggio 2013

23 RESILIENZA RAVENNATE Il cambiamento sociale non è una maledizione ma un’occasione!


da Marco Turchetti (Note) Lunedì 20 maggio 2013 alle ore 20.25


Dunque la resilienza è, per un sistema sociale, la capacità di affrontare il cambiamento senza perdere la propria identità; è il segno dell’intelligenza con cui una comunità affronta le proprie difficoltà, senza precludersi alle trasformazioni ma anche mantenendo salde le proprie radici, la propria storia, il tessuto connettivo che sostiene la vita quotidiana, gli scambi sociali, il sistema simbolico che sostiene l’intera collettività.

E’ facile riscontrare come l’ambiente urbano sia particolarmente e ordinariamente sfidato dall’esigenza della resilienza, ad esempio, in particolare i centri storici e le periferie.
I centri storici, infatti, spesso caratterizzati dalla presenza delle generazioni anziane o da elementi organizzativi e funzionali tradizionali o potenzialmente rigidi, rischiano la stagnazione o il degrado perché rappresentano lo spazio entro cui si esplicitano comportamenti sociali più prossimi alla resistenza che alla resilienza; il rifiuto del cambiamento e l’arroccamento sul passato spesso decretano l’agonia di ambienti che appaiono sempre più estranei o disadattati rispetto ai dinamismi di una città policentrica e cangiante.
Le periferie, invece, pur essendo investite da gravi problematiche legate alla qualità della convivenza e dei servizi, beneficiano generalmente di una consistenza demografica più giovanile, eterogenea, investita da processi di mobilità. La resilienza urbana non può però essere considerata un processo spontaneo; necessita di una chiara intenzionalità; è importante annotare come sia generatrice di speranze che, se adeguatamente supportate sul piano culturale e politico, possono preludere a forme feconde di cittadinanza.


Uno dei più riusciti esempi in Europa di rigenerazione urbana sostenibile, rimane tuttora la città di Friburgo che ormai da 25 anni ha attivato un processo virtuoso che l’ha portata ad essere uno dei luoghi con la migliore qualità della vita di tutto il continente.

I cittadini friburghesi, con coraggio nel 1986, rifiutando la costruzione di una centrale nucleare, decisero di innescare un circolo virtuoso di rigenerazione urbana ottenendone un netto miglioramento degli standard di qualità della vita.
Il no al nucleare ebbe da subito ricadute enormi sulle politiche urbanistiche del Comune, che puntò da subito alla costruzione di una città di brevi percorsi, per ridurre il traffico da autovetture e incentivando, dal 1992, la costruzione di edifici energeticamente efficienti.
Ciò non volle dire solamente sfruttare l'energia solare per produrre elettricità. Significò, invece, progettare in modo consapevole, sfruttare passivamente la radiazione del sole per riscaldarsi, produrre energia termica grazie al solare termico; il tutto utilizzando intelligenti soluzioni architettoniche che garantiscono un'alta qualità della vita.


Il successo della politica comunale in materia di energia solare fondato tanto sulla condivisione di obiettivi energetici, ottenuta attraverso una forte sensibilizzazione dell'opinione pubblica, quanto sulla cooperazione di partner appartenenti a diversi settori di attività.
La “Regione Solare” di Friburgo è diventata un modello di sviluppo che attira tuttora l’attenzione di tutto il mondo. In nessuna altra città è possibile trovare così tante aziende, istituti di ricerca associazioni, attività artigianali e cittadini impegnati nell’introduzione e utilizzo dell’energia solare.
Una delle chiavi del successo del modello solare a Friburgo è la sua diffusa accettazione da parte della cittadinanza. La coscienza ecologica è supportata fin dalla crescita delle nuove generazioni. Nelle scuole si favorisce l'installazione di impianti fotovoltaici.

Ma un circolo virtuoso non si innesca da solo. Friburgo ha perseguito la strada del dialogo e della collaborazione nei rapporti tra cittadini e amministrazione. Questo approccio, in cui l’attenzione alle tematiche ambientali, unite a un’efficace gestione di incentivi all’interno di un progetto condiviso dalla cittadinanza, porta a modificare radicalmente il mercato edilizio nel giro di pochi anni.


Questo modello di efficienza verde è stato premiato dai cittadini, che per il 50% manifestano politicamente, ancora dopo tanti anni, l’appoggio al maggior partito dell’amministrazione. Tutto ciò ha anche portato ad un equilibrio in materia, che si manifesta nel costante confronto tra il Sindaco e gli Assessorati competenti in merito alle decisioni che riguardano il territorio e lo stile di vita dei cittadini.
La politica energetica del Comune fondamentalmente si muove attorno a tre cardini: il risparmio attraverso la qualificazione degli edifici esistenti; l’efficienza attraverso la promozione di sistemi di cogenerazione; l’uso di fonti rinnovabili.
Inoltre si è intervenuti anche direttamente sul regolamento edilizio in due direzioni: la qualificazione del patrimonio edilizio esistente e la definizione di standard per le nuove costruzioni.
Sono stati finanziati interventi volti a migliorare l’isolamento delle pareti, dei tetti e dei serramenti. A Friburgo si è riusciti ad applicare questi standard più restrittivi attraverso vincoli contrattuali nella vendita di terreni destinati alla costruzione di abitazioni, come i quartieri modello di Vauban e Reiselfeld.


L’assunto base della politica dei trasporti è la riduzione dei percorsi e l’integrazione tra essi. Sul fronte della riduzione del traffico si è incentivato lo sviluppo di mercati rionali al fine di stimolare la popolazione a fare commissioni e acquisti a piedi, rinunciando quindi ad utilizzare l’autovettura. Ogni giorno in ognuno dei maggiori paesi dell’Europa Occidentale vengono asfaltati o edificati oltre cento ettari.
La domanda sorge così spontanea: come può avvenire lo sviluppo urbanistico consumando meno suolo possibile?
La risposta per Friburgo è stata quella di puntare sullo sviluppo interno attraverso il recupero o la riedificazione di aree all’interno della città. Operando in questo modo, si preservano aree agricole o aree con valore ecologico, si ringiovaniscono i quartieri e si ottimizza l’utilizzo dell’infrastruttura esistente, evitando investimenti e cantieri per quelle nuove.
Questo modello comporta anche qualche svantaggio come l’aumento della densità edilizia e del traffico, la perdita di superfici libere, lo squilibrio del microclima. Proprio per tali ragioni lo sviluppo interno richiede un grande lavoro di pianificazione e di dialogo con la cittadinanza con processi partecipativi particolarmente attenti.
Uno degli obiettivi raggiunti, la riduzione del fabbisogno di trasporto attraverso una pianificazione integrata fra urbanistica e trasporti. Lo sviluppo interno, anche attraverso una politica di rivitalizzazione della vita dei quartieri, crea una città di brevi percorsi utilizzabili facilmente in bicicletta, il mezzo preferito quotidianamente dal 38% dei cittadini.

Alla luce di quanto sopra e con poche elementari deduzioni non sarebbe il caso di cominciare a fare qualche seria riflessione su quale futuro vogliamo per la nostra città considerando semplicemente che: Ravenna è sede del Polo Tecnologico Regionale; ci sono una quantità enorme di aree industriali da riconvertire; è stata una delle città col maggior consumo di territorio; è candidata per la nomina di Capitale europea della cultura 2019, è nell’urgenza di attivare azioni di riqualificazione e rivitalizzazione del Centro Storico, è sempre stata una città naturalmente vocata all’uso della bicicletta........

C’è di che meditare, …….. e anche molto!

Massimo Trebbi Sono stato a Friburgo 2 volte a distanza di anni ed è sempre stato molto piacevole passeggiare nel suo centro. Non sapevo che dietro ci fossero scelte così radicali e addirittura una "regione solare". Pensavo al solito invidiabile ordine tedesco, da cui ovviamente occorre prescindere se vogliamo applicare il modello da noi. Basti riferirsi alla alla distesa di biciclette nuove parcheggiate che quì forse resisterebbero sì e no 24 ore. Ma anche così mi pare che dall'articolo si traggano spunti molto interessanti per Ravenna, a partire da quell'obiettivo di accorciare i percorsi interni che in fondo è al centro del dibattito su RCS. Ma anche il metodo seguito, del dialogo e collaborazione nei rapporti tra cittadini e amministrazione, un terreno su cui si parla tanto ma si pratica molto meno! A tale proposito, credo che questo articolo offra spunti interessanti e sia utile al dibattito nel gruppo Ravenna Centro Storico: uno strumento che per la rapidità di diffondere informazioni ha grandi potenzialità, ma che va aiutato a crescere superando la diffidenza che un po' tutti abbiamo di fronte a post lunghi o specialistici. A mio parere è auspicabile che aumentino i contributi, in particolare di chi ha competenze ma sfugge istintivamente alla verifica dei "mi piace" dei propri concittadini. Mi sono convinto in questi mesi che esprimere una opinione sia sempre un arricchimento, ovviamente tenendo conto che uno sforzo di semplicità in chi scrive, e uno sforzo di disponibilità in chi legge, sono requisiti essenziali per rendere il dialogo efficace. 
Adriana Corbelli Vorrei scrivere una marea di cose. Bisognerebbe indire una bella conferenza al riguardo... 
Stefano Biondi giusto Adriana facciamoci sentire a sti bracconieri 
Marco Turchetti Cara Adriana Corbelli io sono a completa disposizione, fra l'altro non si partirebbe da zero, visto che già tempo fa avevamo avviato un interessante percorso

Potete chiedere direttamente ad Andrea Succi che era coinvolto con me nell'organizzazione!!! 

Adriana Corbelli La resilienza la conosco, dote peraltro molto femminile... Le donne sono resilienti per natura.. È Ravenna capitale della cultura e la sua mentalità che mi danno da pensare, accipicchia.. C'è ancora tanto da fare
Foto
( pubblica il manifesto di IDEADI RAVENNA)

Laura Lattuga 20 febbraio 2010 suppongo di tratti del riferimento con cui il progetto è partito?

Roberto del Mastro 2010?? E cos'è IDEA DI RAVENNA....ho cercato un sito e non c'è...trovato solo una pagina FB ma sbagliata perché è programmata come pagina di persona....boh....

Marco Turchetti Le immagini le ho pubblicate direttamente perchè come link non erano visibili, nasce da un commento di Adriana Corbelli alla nota che ho pubblicato ieri in cui auspicava eventuali approfondimenti sui temi trattati. Solo per dire che già a suo tempo era iniziato un approfondito dibattito sul centro storico tramite l'associazione Idea di Ravenna, che abbiamo sospeso ma mai interrotto, fra l'altro la stessa associazione cura già da alcuni anni le conferenze durante la manifestazione "Ravenna 2010_'11_'12" fra le quali quelle di Philippe Daverio. Il problema spesso di questa come di altre città è che le varie realtà: associazioni, gruppi, movimenti.... sono spesso autoreferenziali, non circolano le idee, non si fa massa critica e si preferisce restare nel proprio microcosmo in cui si è sicuri di avere consenso per la pigrizia o la paura di affrontare la conflittualità o il confronto, ma il segreto del successo dei percorsi partecipati e condivisi è proprio partire da lì, cioè dal conflitto e dallo scontro, risolverlo e trovare soluzioni condivise.